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cade la Tenebra 2
Draco sta piangendo. Gli stringo forte la spalla e lo conduco via dalla zia Bellatrix, che pare in qualche modo soddisfatta di avere la lezione scorciata.
“Mi dispiace per tuo padre, Draco,” dico. Davvero, non sono proprio del tutto così contrito per la dipartita di Lucius Malfoy, ma tengo calma la voce e contenuta. Draco si passa la mano sugli occhi grigi. Ci sono occhiaie scure sotto gli occhi; la faccia aguzza affonda sotto pressione, e mi chiedo quanto poco abbia dormito nei giorni appena trascorsi. Ho idea che stanotte non dormirà per nulla, e non lo recrimino.
“Va- va bene,” dice lui, ricaccia le lacrime che minacciano di cadere. “Come – cosa è successo?"
“Auror,” rispondo in breve. Non mi preoccupo di confessare che ho rivelato io la sua posizione a loro. Lucius Malfoy ora è morto, grazie a una maledizione spacca ossa di un auror. Non ho compassione per lui – era un uomo sadico. Suo figlio, comunque, non è mai stato così...
Sto iniziando a domandarmi di una morte pietosa per Draco. Narcissa morì tempo addietro. Di certo, non reggerebbe a lungo sotto la sferza emozionale delle Imperdonabili. Bellatrix Lestrange, che si diletta nello spargere torture, non solo gli ha insegnato a lanciarle, ma le fa per lui quando fallisce. E’ una sorpresa che lui riesca a resistere, ma l’Oscuro Lord ancora non si è lamentato.
E sto parlando seriamente dell’uccisione pietosa.. non sono uno che scherza facile. Dopotutto, ho ucciso il mio unico amico, il mio mentore. Il fatto che lui abbia chiesto non mitiga l’azione, come so fin troppo bene.
Lo porto fuori. Riddle House, a little Hangleton, è attorniata da barriere antiinvisibilità e anti babbani, ed è Non Localizzabile. Di fresco è stata messa sotto Incanto Fidelius ( per depistare i tentativi di attacco da parte dell’Ordine), e non serve la mente di un Hufflepuff per scoprire chi è il Custode Segreto.
No, non è Pettigrew! Davvero! Fuori lo scenario è adeguato all’occasione, umido e deprimente. E’ Aprile e penso al vecchio detto babbano che mio padre borbottava, la voce spessa per il troppo bere. “Aprile piove , maggio reca fiori, eh, Eileen?”
Ad Aprile piove, vero. Ma non è una pioggia che sta cadendo adesso, è un immenso temporale, la pioggia cade con un intensità, percuote selvaggia ogni cosa sia fuori. Pitter-patter, pitter-patter. Tamburella su una redice in ritmi casuali, attacca e recede. Guardo la pioggia e penso che davvero riflette il mondo degli stregoni: sotto attacco nella tempesta dell’Oscuro Lord. Noi Deatheaters non siamo che lampi, e io sono più luminoso di altri. Draco è una sola goccia nel massiccio, ribollente flusso di pregiudizi anti Babbani, trascinato su una strada dal suo arrogante padre, marchiato tanto tempo fa.
“E’ stata un’incursione,” dico. “Devono essere riusciti a scoprire la sua posizione – non so in che maniera” – è una bugia., ma ho mentito così tante volte che è solo una di parecchie – “E gli hanno teso un’imboscata. Non aveva possibilità. La prima maledizione che usarono era una spezza ossa. Lo ha colpito al collo."
Come entità caotica, la guerra è senza regole. Non concede quartiere al nemico. Una volta, quando aprii un libro babbano di mio padre, menzionava quelli che chiamano prigionieri di guerra, o POW, e diceva cosa succedeva loro. Sopportavano duro lavoro e dure condizioni in ammorbanti prigioni sporche. Nel mondo dei maghi, invece, c’erano solo due alternative: tortura per avere informazioni, e morte.
Dentro di me tremo e penso agli occhi mezzi folli, lampeggianti, verde smeraldo nella luce tremula della lanterna di Hagrid; “Uccidimi, hai ucciso lui, codardo –“
“Non sono un codardo, Potter."
“Così, è morto babbo?,” disse Draco. La voce è timida, spezzata; su tutto, è incrinata come mai ho sentito in un Malfoy. Mi giro per guardarlo, senza variazioni nella mia espressione spenta; la sua faccia color cenere si intona alla perfezione col muro cenere alle sue spalle, e i dintorni color cenere. “Chi lo ha ucciso?"
“Non so," rispondo.
Draco guarda a terra. E’ un impasto fangoso, la pioggia si mescola al fango come il sudore si mescola alle lacrime. Penso al vocabolo pieno di pregiudizio che usano i purosangue: Mezzosangue. E’ quello che intendono ? fango sulle anime? Se è vero, allora tutti noi siamo mezzosangue, impuri e macchiati come gli altri.
“Così nemmeno tu sai chi lo ha ucciso ?”
Il ragazzo biondo distoglie lo sguardo dal terreno e si chiude in un silenzioso compianto. Davanti ai suoi occhi vitrei e grigi, l pioggia cade in strazianti cortine di cristallo, una perversa danza che accompagna il walzer della morte in cui lui – ed io – siamo costantemente coinvolti.
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Il Marchio Oscuro arde nero e feroce, brucia come acido solforico che mangia la mia pelle e l’anima. Scocca dolore attraverso il mio corpo. Faccio una smorfia, impreco, mi stringo l’avambraccio sinistro. Di questi tempi, è un fatto frequente, ma non è che dovrebbe essere così. Eppure l’Oscuro Lord non ha mai riposto grandi attenzioni a quanto provano i seguaci. Per conto mio, è un grandissimo errore.
Gli occhi preoccupati di Albus mi guardano. “Severus, ha chiamato?"
Stringo forte i denti. “Sì, ci vediamo dopo."
Afferro la bacchetta da dove l’avevo posata, sul tavolo, e corro fuori della casa, spalanco la porta senza preoccuparmi di chiuderla. Corro sulla strada fangosa verso il mondo esterno alle barriere, senza dare attenzione alla bellezza della natura in Maggio, e appena passo attraverso le barriere con quel caratteristico schiocco, passo le dita sulla lunghezza della bacchetta ( undici pollici, ginepro, cuore di drago), e Disappaio.
I dintorni del Devonshire spariscono attorno a me. Di colpo, sono in piedi in una stanza seminterrata, poco illuminata. E’ spoglia, senza decorazioni o mobilio -
Una folla di figure ammantate appare di colpo. Jugson viene vicino, inciampa malamente sul mio piede. Gli do’ un’occhiataccia. I novizi, quelli appena iniziati, la nuova generazione di terroristi delusi, sono radunati su un lato, le facce perverse e fanatiche per l’eccitazione e la baldanza. Mi giro e vedo Walden Mcnair, che fissa la maschera bianca sulla faccia. Vede che lo guardo e sghignazza folle( il ghigno, ovvio, aggiunge una gran quantità di dicerie sulle sue tendenze antisociali ). Non che abbia bisogno di prove – non dopo la mia prima missione, quando mi compensò con un gatto mutilato a cui avevano cavato gli occhi e inciso un grottesco Marchio Oscuro sulla fronte.
Segnale di allarme: Mcnair è felice.
Questo non porta bene da alcuna parte.
Seguo gli altri, mi affretto fuori della stanza – è la sola della Riddle House ad essere al momento priva di barriere anti Apparizione, e come giro la testa indietro, vedo un ragazzo biondo che lesto riposiziona le barriere attorno alla stanza. E’ Draco, e si gira sui tacchi seguendomi. Rallento e lo aspetto.
Professore!” la voce è stanca, senza fiato. Quasi gli sorrido quando mi chiama ‘Professore”. Da quasi un anno non è il mio titolo.
Le sue vesti da Death Eater sbattono rigide sui calcagni quando cerca di raggiungermi e rallenta. Mi fa un lieve sorriso, e io glielo rendo riconoscente, sa bene che è un privilegio. Tra gli altri, ho un bel pezzo di reputazione di acido e sardonico, e lui è assai consapevole che è un onore che Severus Snape, favorito dell’Oscuro Lord dalla morte di Dumbledore, si degni di trattarlo in modo personale.
Si scosta indietro un ciuffo di pallidi capelli che quasi gli son caduti negli occhi con un’espressione esasperata, e mi guarda. Sono piacevolmente sorpreso di vedere una scintilla di gioia genuina. Era da parecchio.
“Draco,” la mia voce è calma, senza inflessioni.
“Sai cosa sta succedendo?” chiede, la faccia ingenua perplessa. “L’Oscuro sire mi ha semplicemente detto di portare tutti qua, e non so che accade –“ Soffoco un sorriso divertito. “Draco, sono appena arrivato."
“Draco appare vergognoso. “Mi spiace, Professore."
“Non sono nemmeno più professore,” gli ricordo. Magari è la cosa sbagliata da dirgli, perché le sue guance sono tinte con un debole rossore di imbarazzo.
“Lo so,” borbotta. “Ma, certo, è così dura smettere di chiamatici, odio pensare che sia colpa mia che tu hai perso la copertura a Hogwarts -"
Scuoto la testa. “Non ci badare."
“Non riesco a farlo!” dice Draco, un po’ infastidito. “E’ – è solo che quando ero a Hogwarts, mi piaceva di più –“ la parola < di qua> rimase non detta, lasciata in sospeso alla fine della parola, poi un’espressione di indicibile orrore attraversò il suo volto, sebbene riuscisse a nasconderla presto. Aveva pronunciato una bestemmia verso l’Oscuro Signore, e sia lui che io e lui lo sapevamo. La pena poteva essere l’accecante luce verde della Maledizione Mortale. Proseguo come se niente fosse successo.
Scambiamo poche parole tra noi su come sono state le nostre vite – non tropo male, lo ammetto, sebbene non mi affaccendi a spiegare come, e lui ammette che è eccitante fare i raid per l’Oscuro Signore.
Non gli credo per un momento. Lo vedo nei suoi occhi, sulla sua faccia. Ma non dico niente, e annuisco accondiscendente.
Arriviamo alla stanza della riunione, dove sono radunati gli altri Death Eater. Mentre il grosso di loro sta accalcata dietro, baldo vado in avanti, e così fa Bellatrix Lestrange, e Walden Macnair, e Antonin Dolohov (Augustus Rookwood pure l’avrebbe fatto, ma è stato ucciso in un raid una settimana fa ) e Lawrence Nott.
“Death Eaters!” l’Oscuro Signore piomba nella stanza, voce alta e carismatico. Al di sotto della maschera, mi incupisco. E’ sempre a quella maniera quando riceve buone notizie, e questo non mi rassicura – piuttosto, accresce le mie inquietitudini. Gli occhi rossi luccicano di piacere malizioso, e solleva una mano pallida e allungata, per tirare indietro I capelli neri.
Tutti mormoriamo, “Mio Lord, è bello vederti,” e ci inchiniamo. Soffoco il disgusto e faccio quello che ho fatto per tanto tempo.
Come ci rialziamo, l’Oscuro Signore provvede a spiattellarci un lungo e convulso discorso su come dovremmo essere tutti fieri del nostro ruolo di salvatori del mondo dei maghi dai Mezzosangue e dai maledetti traditori.
Divento sempre più preoccupato. L’Oscuro Signore fa sempre così prima di un grosso attacco. Non faccio gesti vistosi, ma premo la mano sinistra contro la tunica e sento la forma rassicurante della Portkey ( non a caso ho due Portkey con me, una connessa con la Dodicesima Notte, un’altra adatta a qualsiasi locazione scelga, a seconda della situazione.). L’Oscuro Sire ha finito il suo sermone sulla ‘purezza di sangue.” Fa una pausa drammatica e posa lo sguardo rosso sangue sui Deathe Eater radunati.
Siamo tutti zitti, attendiamo ansiosi – per me, c’è apprensione – per quello che avverrà. avverrà.
“E adesso,” dice l’Oscuro Lord con voce gelida e pacata, “Lanceremo l’ultimo assalto! Su Hogwarts !"
Di colpo ho la bocca secca. Mi rendo conto che il cuore pulsa selvaggio.
L’Oscuro Lord si volta verso di me. Per un millesimo di secondo, il cuore si ferma – e poi riprende, battendo a caso.
Dice quasi con calore – buon segno per la mia longevità, credo – “Gli altri partiranno prima, a smantellare le barriere di Hogwarts. Le ho già indebolite e a quel punto cadranno facilmente. Da lì arriverai, Severus."
Sento un tremito su per la schien. Di colpo la stanza sembra fredda, assai fredda.
“Devi recuperare delle pozioni,” fa dimesso l’Oscuro Lord. “Vediamo, credo come minimo parecchie fiale di acido e simili, quel tipo che corroderà la carne."
Non oso dire altro se non il servile, “Sì, mio lord.” Inclino la testa e tra me penso, <acido mangia carne>. Sì, comincio a pensare che l’Oscuro Lord non vuole che questo sia un raid, come fu nel caso dello scorso anno – no, questo sarà un vero e proprio attacco, il cui scopo è annientare Hogwarts. Semmai, un colpo demoralizzante. L’Ordine ne verrebbe devastato. Cerco di distogliere la mente. E’ facile per me – non faccio quasi altro da due decadi.
Il Lord si volta verso Draco. “Abbassa i campi anti apparizione.” Ordina. “Severus, raggiungici.”
“Mio Lord,” La stanza scompare attorno a me e ora sono accanto all’albero contorto, col pendente della Fenice che brilla nel sole pomeridiano.
Scruto il cielo mentre corro verso la Dodicesima Notte. Mi pare inappropriato che irradi tanto calore e accoglienza, non in un simile giorno. Sbatto la porta aprendola e corro in cucina. Albus alza gli occhi allarmato . “Severus!”
“Attacco a Hogwarts,” esplodo senza preamboli. “Adesso.” Albus capisce. Cenna svelto e si dilegua dal ritratto. Per far rapporto a Minerva del pericolo che si avvicina a Hogwarts, mette su una costruzione di elaborate bugie per spiegare come fa a sapere. Ma non perdo altro tempo a pensare ad Albus. Frugo tra le pozioni nel laboratorio, prelevo quelle che l’Oscuro Lord ha richiesto. Mi chiedo quante vite posso rovinare quest’oggi, e cerco di non pensarci – sono una spia da tanto tempo.
Dopo aver preso le pozioni chieste, Appaio, ma non direttamente fuori Hogwarts, ma indietro a Riddle House. C’è una cosa in più che devo fare. Ho la sensazione strana, istintiva che qualcosa avverrà oggi, e il mio istinto ha sempre avuto ragione.
Siccome non c’è rimasto nessuno ad innalzare le barriere Anti Apparizione, la Riddle House al momento è assai vulnerabile. Appaio direttamente nella stanza della riunione e sono accolto da un sibilo di allarme di Nagini, il famiglio dell’Oscuro Signore. Mi inchino con eleganza, le mostro tutto il mio falso rispetto. Lei si ritrae, in qualche modo ammansita.
Peggio destino per lei e per l’Oscuro Lord. Un ghigno mi attraversa il viso, le punto addosso la bacchetta, raccolgo tutto l’odio e il disgusto per l’Oscuro Lord, che da tanto tempo ho represso. “Avada Kedavra!"
Il getto di luce verde vola come una benedizione verso Nagini. Lei si erge, sibila, ma è troppo in ritardo per scampare alla morte.
La Maledizione Mortale la colpisce nella testa e vola con violenza all’indietro; devo averci messo un bel po’ di forza nella maledizione. Il lungo corpo serpentino si scuote esanime in aria, poi cade immobile e flaccido a terra.
L’ultimo Horcrux dell’Oscuro Lord è andato. Adesso è rimasto solo Potter. Potter dovrà stare attento a sé.
Sorrido gelido, e alzo la bacchetta -
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