Beeplog.it - Blogs Gratis Crea il tuo Blog    Prossimo Blog   


    CADE LA TENEBRA
 

Sei nella categoria: Generici

Domenica, 24. Giugno 2007

cade la Tenebra 3
di talriga, 14:58

Non sono tanto distante dalla battaglia. Affondo nell’oscurità degli alberi della Foresta Proibita e vedo che I Death Eater hanno difficoltà a disarmare le barriere. 
 Non gli ho ancora rivelato la mia presenza. Non fanno caso ai dintorni, e si concentrano solo sulle barriere.                                                                                    
Quello è il loro primo errore, Vedo le porte di Hogwarts che vengono aperte, e Harry Potter – capelli selvaggi e arruffati, corpo alto e asciutto, occhi di un verde sorprendente – corre fuori dal Salone. Ha la bacchetta estratta, e dietro lo seguono gli altri studenti: Granger, Weasley, Weasley, Longbottom, Lovegood, Finnegan, Thomas, Boot…                                        
Hanno volti determinati, e sebbene veda tremolazzi di fifa , nessuno si volta indietro.

Il Licantropo Lupin è proprio dietro loro, con la maga Metamorphus Tonks e con Shakebolt e Moody. I professori escono adesso: Minerva, i capelli neri che volgono al grigio tirati severamente nella caratteristica stretta crocchia, sventola la bacchetta e la barriera si fa più forte, come ordinato dalla Preside di Hogwarts. Incanti protettivi e barriere aggiuntive volano fuori dalla lingua di Flitwick, senza fatica alcuna.           
 E Rubeus Hagrid non si affatica con la magia. Raccoglie l’enorme balestra da caccia, e piazza un dardo pennuto nel carrello. Lo scocca. La mira è buona e Amycus cade a terra, con il dardo tra le scapole.

Anche in simili momenti,trovo dell’umorismo. Amycus avrebbe avuto vergogna a crepare ucciso con un mezzo babbano. Solo ora si rendono conto che sono in un grande guaio. Antonin Dolohov salta in piedi ed estrae la bacchetta sui difensori di Hogwarts che avanzano, la faccia contorta dall’insano odio di Azkaban. Apre la bocca e ruggisce una fattura, ma ho qualche trucchetto che tengo nascosto per me stesso. Non riesco a non ridere. Una Maledizione Riducente vola verso l’insospettabile Susan Bones, e metto tutta la mia magia nelle seguenti parole, “Bouclier!"

Uno scudo d’oro luccica e ruota nell’aria. La Maledizione Riducente rimbalza sullo scudo e se ne torna verso i Death Eater. Prende Alecto al torace. Gli altri – Death Eater, ragazzi, professori e membri dell’Ordine – tutti sono saltati indietro all’apparire dello scudo. Sento un ghigno caotico  sgusciarmi sulla faccia. Albus ha sempre avuto il senso del teatrale, ed era assai pratico. Mentre gli incantesimi dei Death Eater vengono riflessi, gli incanti dell’altra parte volano diretti e colpiscono i poveretti raggruppati. Penso. Cerco di non ridere.
 
Adesso un nuovo sbarramento di maledizioni vola verso i Death Eaters ammassati e sorpresi. Ci sono sguardi scioccati quando la Stupefy li abbatte uno ad uno. Gli antagonisti non osano uscire dallo scudo sconosciuto. Conto le figure ammantate di nero, con la maschera, tramortite dalla luce rossa. Ce ne sono almeno sei, escludendo due che sono morti. Mi incupisco. Dovevano essere di più.
 Con la coda dell’occhio, vedo movimenti. Lento ed esitante volto la testa a destra. C’è un altro più largo gruppo di Death eater che attacca in lontananza, e i combattenti vanno in quella direzione. Allora ce ne sono di più.

Non mi occupo di sparare una maledizione o una fattura che riveli la mia direzione. Piuttosto, evito la battaglia che è divampata, e cerco l’Oscuro Lord. Gli altri possono prendersi cura dei seguaci, ma l’Oscuro Lord è sempre stato il capo.                                                                    
 
E ora lo vedo. Lui e la sua nemesi, Pot
ter. Sono in piedi, immobili, fuori dalla vera mischia, si guardano l’un l’altro con occhi gelidi. Quelli dell’Oscuro Lord luccicano maliziosi e rossi come il sangue appena versato, quelli di Potter brillano con fuoco verde smeraldo. Cono ancora colpito dall’ironia bizzarra: l’oscuro Lord, Slytherin, ha occhi rosso Gryffindor, mentre  Potter, Griffyndor, ha gli occhi color Slytherin.

Ma allora di nuovo, è appropriato, considerando la situazione. Entrambi hanno una gran parte dell’altro, credo, per le loro vite, i destini, e forse le morti – sono legati e stretti insieme così stretti che ci deve volere la distruzione di uno dei due per spezzare il legame.                                                                                                                                                          Mi avvicino ai due, ancora celato tra gli alberi e non visto. L’Oscuro Lord sta insultando Potter, che stringe la bacchetta ( agrifoglio e piuma di Fenice ) così stretto che le nocche, scurite da sette anni di pratica di Seeker nel gioco del Quidditch, sono diventate bianco sporco per la rabbia. “Ho atteso così tanto per questo momento,” dice come a far le fusa l’ Oscuro Lord ( sento un brivido di soddisfazione al fatto che l’Oscuro Lord non dovrebbe mai essere soddisfatto, non se sapesse che il suo ultimo Horcrux ha appena cessato di esistere in una casa in una piccola città chiamata Little Hangleton). “Harry Potter, il Ragazzo – che – Sopravvisse. Grazie all’amore di sua madre.” La voce sibilante si alza per l’acuto disprezzo nell’ultima parola, enfatizzata con disgusto. Potter è silenzioso, ma continua a scrutare l’Oscuro Lord. 
Spero che non vada di colpo Berzerk. I Gryffindor hanno una reputazione per il pessimo carattere.                                                                                                                                             Come dato di fatto, sua madre, Lily Evans, aveva abbastanza un caratteraccio – così come venne a mostrarsi nel corso di sette anni a Hogwarts, concentrati su un certo babbeo chiamato James Potter. Caratteraccio e amore. Abbastanza, davvero, per fermare l’Oscuro Lord, davvero
Potter solleva la sua bacchetta. La voce è piana, eppure pungente. “Ti ucciderò, Tom."  L’ammiccata alle origini Babbane dell’Oscuro Lord non viene ben recepita, a vedere dalla smorfia dell’Oscuro Lord. “Oh, davvero? Non dovresti piuttosto inchinarti al tuo superiore? Tua madre alla fine lo fece, come tuo padre. Li distrussi, come ho fatto con molti altri, e farò con te, Potter. Ma io –“ la voce è impetuosa, arrogante – la voce che ho ascoltato costantemente negli anni passati, e che non pare mai cambiare – “Sono per sempre immortale.”                                                                                                                                                                              “Non immortale quanto tu credi,” gli ribatte Potter, con una smorfia etichettata sulla faccia, e senza parole ulteriori strilla un "Expelliarmus !"
Quasi ruggisco forte. Se Potter è destinato a salvare tutti noi dall’Oscuro Lord, e ancora duella in quel modo, posso anche stipulare un’assicurazione sulla vita. Per Merlino, non inizi un duello cercando di disarmare; dovresti partire con piccoli incanti , per provare il tuo avversario. Oppure al contrario, un’inaspettata maledizione mortale. Ma < expelliarmus!> proprio sull’Oscuro Lord…                                                                                             
Ma Potter non si è mai preoccupato di provare i suoi avversari. Si getta in battaglia come uno scavezzacollo, senza riflettere e spesso è ridicolo. Certe volte è davvero sorprendente che sia riuscito a sopravvivere così a lungo.. ma forse la sua improvvisazione è la sua arma. Certo, il grosso degli stregoni avrebbero gravi difficoltà a combattere l’Oscuro Lord – probabilmente sverrebbero dal terrore. Potter, d’altra parte...
 L’Oscuro Lord si fa da parte con facilità, sfottendo. “E’ tutto quello che sai fare, Potter? Vuoi duellare e morire?"
“Mi prenoto per il duellare,” dice Potter, e soffoco la risata all’assurdità della situazione. Ma le maledizioni adesso volano, e Potter schiva una Maledizione Mortale. Colpisce un vicino albero, manda strisce sottili di legno tutto attorno.
 Penso alla mortalità e a come raggiunga tutti alla fine. Non ci sono eccezioni – e mai ce ne saranno, penso gelido, guardando l’Oscuro Sire. Non oso gettarmi nella mischia, o Potter cercherà comunque di uccidermi appena può, e l’Oscuro Lord mi obbligherà a combatterlo – Potter diverrebbe un turbinio di furia contro di me, poiché l’Ordine ha giurato di massacrarmi per vendicare la morte di Albus. Non che è una cosa di cui adesso mi importi, sebbene lo sappia. E per quello che sono venuto a fare qui – non è tempo di morire. Solo di essere utile. Questo è il mio compito, come spia.

Mi ritiro  tra gli alberi in silenzio, e torno alla battaglia principale. Il grosso dei Death eater sono già caduti, ma Bellatrix Lestrange no, e lancia la Cruciatus sulla ranger, che  grida di dolore, la faccia sconvolta dalla sofferenza. Weasley corre in avanti, furioso, la faccia avvampata dall'ira.  “Stupe-“                                                                                                                                                                                                                    - ma Bellatrix lo ferma con Avada Kedavra – è troppo vicino a lei per scansarsi dalla luce verde – e si gira verso Draco, che aleggia vicino, la faccia bianca. La Granger strilla e  singhiozza e punta la bacchetta su Bellatrix, con uno sguardo folle, ma Bellatrix fa, “Petrificus Totalus,” e la Granger, la faccia contorta per l’angoscia, piomba a terra, immobile.

“Draco,” fa con voce dolce e nauseante, “ricorda quello che ho detto a lezione. Uccidila.” Gli occhi scuri da sotto il pesante cappuccio luccicano di perversa soddisfazione, la faccia emaciata trionfante.             
Draco sbatte le palpebre una, due volte come se sognasse. “Cosa?” chiede, apparendo assai frastornato.   
 “Ammazzala!” geme Bellatrix, e indica la Granger, che fissa la donna dai capelli scuri e il ragazzo biondo ammutolito, con una sorta di patetico coraggio, come se dicesse, <uccidimi. Morirò con onore>.
                   
 Draco  ancora sbatte le palpebre. Solleva la bacchetta, ancora la guarda come se fosse congelato nel tempo e nello spazio, e adesso tutto è mera automazione. 
La punta della bacchetta smette di muoversi. La Granger non chiude gli occhi. Ci sarà il suono d’onda della luce verde della morte eterna, e poi nulla –                                   
 Draco guarda Bellatrix. “No”, dice.
Bellatrix fissa il nipote, poi si volta verso Draco con una furia degna delle Erinni, - solo che le Erinni erano vendicative con una ragione, e Bellatrix Lestrange – allora, lei non aveva nessuna ragione in testa. “Cosa?” strilla incoerente. “Osi disobbedire ai miei ordini ?"

Draco incrocia placido il suo sguardo, e mi chiedo con apprensione se sia convertito ai Gryffindor e abbia raccolto le sconsideratezze tipiche della Casa. “Sì.” Sta lì, con tutta la fredda arroganza e il disdegno dei Malfoy, solo che ora lo dedica a tutta la sua famiglia, sua zia Bellatrix. Le sue labbra si curvano di rabbia. “Ho disobbedito ai tuoi ordini.”                                                                                                                     
Lo sguardo di Bellatrix si fa freddo. “Avada Kedavra,” dice gelida, senza emozione, come se Draco avesse cessato di essere una persona, e fosse una cosa, uno schifoso scarafaggio che deve essere sterminato. ( Forse mai ha pensato a lui come a una persona in primo luogo, lo ha considerato un < Malfoy > ...)

 Draco nemmeno cerca di scampare alla luce verde. Si accascia a terra. Posso vedere gli occhi grigi ancora aperti e l’espressione serena sul viso. Voleva morire? – unirsi alla sua famiglia? Dopotutto, non aveva più nessuno per cui vivere: niente genitori, né amante, niente gioia…. Il suo ultimo anno era stato solo dolore, anche se non sapeva rendersene conto.
C’è una rara luce sul suo viso, quella della consapevolezza – e io lo so, Draco è finalmente cresciuto, nei minuti precedenti la sua morte. Cresciuto e avviato per la sua strada. E come io adesso decido la mia.
Sollevo la bacchetta. “Avadra Kedavra!” scatto, e Bellatrix non la vede arrivare. Un momento guarda con odio rabbioso e disgusto la Granger; l’attimo dopo, è morta, l’espressione disgustata impressa per sempre sul suo viso.

L’incantesimo pietrificante finisce con la morte di Bellatrix. La Granger si mette in piedi barcollando, e non mi vede. Gli occhi verdi sono fissi sul corpo riverso di Weasley: corre dall’amico caduto, si china su di lui e sparge lacrime di rabbia e compianto. Il suo lamento accorato mi ferisce come un coltello.
Così distolgo lo sguardo da lei, incapace di guardare. Guardo piuttosto Draco a terra, il gesto di diserzione di Draco, il sacrificio, la redenzione. Mi chiedo dove sia andato, nel mondo dei morti.                                                                                                                                     
Ho visto tante volte la morte, ma questo non rende la cosa migliore.
 Giro la testa per dirigerla dove l’Oscuro Lord e Potter stanno duellando.  –                                                                                                             
Solo che non sono lì.

A questa distanza, posso in tutta discrezione lanciare un incantesimo rivelatore. Viene fuori con l’incanto Portus, ancorato nalla Sala del Velo nel Dipartimento dei Misteri. Certo, mi rendo conto che l’Oscuro Lord vuol far finire tutto nel posto dove la seconda parte della guerra contro di lui iniziò, con la distruzione di parecchie sfere di profezia e la morte di Sirius Black ( non la seconda guerra, occhio, perché la guerra mai è terminata davvero). Così in silenzio aziono la Portkey supplementare e la collego alla locazione esatta; come l’incantesimo chiave si stabilizza, la Portkey s’attiva e sparisco.

- 

Il posto in cui appaio è, quasi per certo, dietro una fila di giare di metallo. Sollevo un sopracciglio mentre lo sguardo scorre sulle targhette: < dente di Nundu —1684> ; > Fegato di Erompente – 1394 > e decido che non importa. Lancio un incantesimo Disillusorio su di me e esco da dietro la fila di giare di metallo. La mia Portkey pare un po’ svanita, perché sono in una delle zone.. più frequentate del Dipartimento dei Misteri. Nessun problema. Riequlibro la Portkey, e appaio nella Sala del Velo.                                                                                       Una Maledizione Mortale mi passa sulla testa, e ringrazio Merlino di avere buoni riflessi.
 Mi levo di torno e benedico il mio ragionare svelto, e l’aver usato un incanto Disillusorio. L’Oscuro Lord e Potter stanno combattendo fino alla morte, maledizioni e fatture si incrociano nell’aria pesante in uno spettacolo osceno di luci colorate. Questo può determinare i nostri destini, quindi non posso interferire. Posso solo restare lì, le labbra strette insieme per la trepidazione quando Potter scampa a malapena all’ira di un’altra delle maledizioni dell’Oscuro Lord. La faccia dell’Oscuro Lord è pallida e incombe con sfottente
intensità su Potter. Dice, “Non potrai mai scappare dall’Oscuro Lord, Potter !"
 
Mi chiedo perché l’Oscuro Lord si sia riferito a sé stesso in terza persona( forse sta impazzendo…) ma Potter non risponde. Ha la faccia segnata e cupa; la linea della mascella lancia strane ombre sulla faccia giovane, enfatizza le linee aguzze degli zigomi e la linea sottile e dritta della bocca, non tesa in un ghigno, ma stretta per la concentrazione. E’ un volto di un ascetismo privo di mezze misure,di un’intenzione messa a fuoco.

Era invecchiato prima del tempo. Come era successo a Black e a Weasley. Come a Lupin e alla Granger. E a me. Spezzati, relitti di due diverse generazioni – saremmo potuti essere gloriosi, in altre epoche; ma non era così. Così dovevano proseguire la lotta e vincere.
 Il duello è mozzafiato, un’esperienza da logorare i nervi. 
E’ danza mortale, turbinante e coinvolgente. Saltano di continuo fuori dalla portata di tiro dell’altro, si agitano per lanciare incantesimi e respingere maledizioni, in modo intricato. La lotta sembra generare una grande sfera, composta da tante luci colorate, e all’improvviso mi ricordo la bacchette gemelle
dell’Oscuro Lord e di Potter. Adesso il ragazzo sta usando un’altra bacchetta – ovvio – ma un involontario brivido mi corre su per la schiena a pensare alla sfera dorata.
 L’Oscuro Lord lancia una Maledizione Cruciatus, che Potter schiva facilmente. Cade a terra e si rotola per levarsi di mezzo quando fulmini, scoppiettanti di elettricità, si scatenano, emettono segmenti di luce spezzata, colpiscono ogni volta il pavimento – Potter è sorprendentemente svelto – causando crepe larghe nel terreno. Potter impreca violentemente – cosa che trovo chissà come buffa – e schiva dietro una colonna.

Poi è costretto a lasciare il suo momentaneo rifugio, come l’Oscuro Lord ruggisce spietato, “Detruire!” una luce nera come l’inchiostro vola contro la colonna, che crolla miseramente in cenere e polvere. Potter si rialza dai calcinacci, punta la bacchetta contro la sua nemesi. I capelli neri e arruffati sono impastati con polvere marrone e bianca, e una delle lenti degli occhiali è incrinata – ma che ci fa con gli occhiali, idiota? Non si portano gli occhiali in battaglia! ( dopo tutto, che si fa se il vetro si rompe e la scheggia va negli occhi? Cieco? Che sciocco…)
Mentre l’Oscuro Lord sembra non toccato da nulla, Potter si sta stancando – rapidamente. Il respiro è pesante a spezzato, la guancia destra ha un taglio sottile, e mentre lo osservo, un rivolo sottile di sangue gli scivola giù per il volto. Si strofina via il liquido con mano esitante.                                                                          
 Una Maledizione Reductor schizza fuori dalla sua bacchetta, e colpisce la nuda parete di pietra alle spalle dell’Oscuro Lord. Questi si contorce ad arte, esce dal tiro, e con un guizzo del polso – così rapido che Potter non può pararlo, in una frazione di secondo – corse escono dalla bacchetta e si avvolgono attorno a Potter. Vedo una rabbia non espressa in parole negli occhi di Potter – rabbia poiché si è lasciato catturare. Si è permesso di venire incapacitato. Si è permesso di non poter aiutare gli amici – la gente che lo ha sostenuto col suo affetto, e che lo ha supportato in ques
ta guerra.                                                             
 L’Oscuro Lord ride, una risata acuta e folle. Si avvicina a Potter e lo guarda. Un ghigno piega la sua bocca, e recupera la bacchetta di Potter dalle sue mani; la getta di lato. Vedo gli occhi di Potter seguire lo slanciato pezzo di legno che rotea nell’aria, e atterra con un suono di ciottolo sul pavimento di pietra.
 Il tempo è alterato. . E’ il climax della storia – l’eroe legato, il cattivo che lo sovrasta e gongola.                                                                                        

E ora.. il deus ex machina.
Letteralmente, < il dio dall’ingranaggio>. E sebbene io non sia un dio, e l’ingranaggio non ci incastri nulla in questa situazione, credo che, dal punto di vista di Potter, questo sarebbe la cosa più improbabile tra le tante  che gli sono successe. Dea ex machina, piuttosto. 
Punto la bacchetta in mezzo alle parti di metallo saldate di uno stemma dal mio  punto di appostamento. Gli incantesimi non verbali sono così utili. Non cerco di usare la Maledizione Mortale. Piuttosto, mi concentro su ogni singola parola, la magia crepita in cima alla bacchetta.              
 Le labbra non si muovono, ma la mente ruggisce, “Reducto!” E’ la stessa mente che mi ha ordinato un anno fa di gridare < Avadra Kedavra>, e adesso grida la maledizione con altrettanto disgusto – lo stesso odio che ho usato per uccidere il mio mentore ed amico. Che adesso uso per distruggere il mio oppressore.
Negli attimi che seguirono, mi chiedo se l’Oscuro Signore si sia accorto di cosa sta accadendo – che una perversa luce rossa vola senza pietà verso di lui – che gli occhi di Potter sono diventati sbarrati per lo stupore – che una maledizione vola verso di lui, e che se non si scansa in tempo –                                                                                                                                                                                                                
                                                                                              
Ma non lo fa, e la maledizione lo colpisce in piena schiena. Viene gettato in avanti dall’impatto, ma il suo corpo non colpisce il terreno. Si disintegra in migliaia di particelle di polvere grigia, che restano sospese in aria, e fluttuano innocue a terra. 
Potter si mette in piedi, scioccato. Cerca subito la bacchetta; si alza, la punta con disagio alla polvere. Gli occhi verde smeraldo dardeggiano nella stanza, cercano di vedere la persona che ha lanciato la maledizione, e decidere: amico, o nemico?
 Arretro, nascosto nelle ombre. Ho aiutato Potter – più di quanto suo padre non avrebbe mai fatto con me – e inizio a avvertire indolenzimento nei muscoli e nelle ossa.  La Dodicesima Notte, dopo tutto, è a distanza di solo due secondi, separata da me solo dalla tunica....
 La mano si infila in tasca. Sto diventando esausto...
Potter inciampa; grida. Fermo le dita che si strofinano contro la fredda pietra della Portkey. Mi acciglio costernato e guardo indietro.                                                 
E mi si gela il sangue. Potter è accasciato a terra, grida, le mani sono strette forte alla cicatrice, che sta rilevata e livida sulla fronte – un angoloso fulmine. Quando apre gli occhi, non sono più verde smeraldo. Non verde smeraldo – ma rossi, un tono rosso sparso
sottilmente sul verde.
Mi batte forte il cuore. Oh Merlino, l’Oscuro Lord possiede alla fine Potter! E adesso mi farei a pezzi per aver usato la Maledizione Reductor- oh, no, non era il momento per quella, dannazione! Non posso maledire Potter, perché non farebbe effetto alcuno sull’Oscuro Lord. Inizio a maledire la mia stupidità.                      
Potter riapre gli occhi. Adesso sono verdi, ma comprendo la disperata lotta nella sua mente. L’Oscuro Lord contro Potter, come sempre. Barcolla in piedi, ondeggia incerto da parte a parte, come un ubriaco che si è scolato non solo parecchie dosi di Firewiskey, ma anche ha fatto diversi giri. Rotea attorno, e grida ancora. Il grido acuisce l’apprensione che c’è nell’ aria, la paura concreta.


 
C’è un battere alla porta della Sala del Velo. Gli Indicibili devono aver localizzato la battaglia. La mascella mi si serra e, con una decisione presa in una frazione di secondo, corro fuori dal posto in cui mi nascondo – la maschera ferma a posto – e corro verso Potter.
“Potter! Cosa accade?” scatto verso di lui.
Potter apre la bocca, ma esce la voce sibilante dell’Oscuro Lord. “Un traditore? Oh, io non permetto complotti, mio Death Eater…” Ancora non mi ha riconosciuto. Ma adesso l’incanto svanisce e Potter è tornato. La faccia pare  stranamente calma. C’è una sensazione annidata nel retro della mia mente – che qualcosa debba accadere, rimugina la mia mente, sta per fare qualcosa –                                                  
Potter si gira. Gli occhi fissano il Velo dall’altro lato della stanza. Sembra contemplarlo per un lungo momento, si acciglia per il dolore. Poi, di colpo caccia un urlo animalesco e corre verso il tessuto fluttuante.           
 Impreco pesantemente, e ora corro dietro a Potter, incespico per afferrarlo. “Potter!” grido. “In nome di Merlino, cosa stai facendo?”                          
 
In un estremo attimo di consapevolezza, di coscienza volitiva, Potter risponde con voce torturata e vendicativa, “Io muoio e lui muore."
Alza un piede, e prende a andare oltre il Velo.

                                                                                                                                                                                 E forse sarebbe stata quella la fine di Harry Potter. Sarebbe morto, eroicamente, togliendo la vita al suo nemico di sempre, insieme con la propria. Avrebbe lasciato amici dietro a sé, e persone che considerava come la sua famiglia. Sarebbe entrato nei gloriosi annali della storia, le sue avventure e missioni scritte in maiuscolo, stese su libri dalle spesse rilegature, nel suo stesso fluido vitale, che sarebbe scorso rosso sulla carta di marmo bianco e si sarebbe sparso nelle irregolarità minime della carta. La sua storia sarebbe stata tramandata a innumerevoli bambini, dagli occhi meravigliati per come finiva la storia – il nobile sacrificio dell’eroe, per sé stesso, per gli amici, per la sua gente.
Ma io non sono tagliato o appassionato per Harry Potter. La vita non è mai stata così per lui.
                                                                                                               
I miei riflessi sono rapidi, e di colpo gli stringo le vesti, e con tanto impeto, che anche se Potter è a metà strada attraverso il Velo, lo ho già tirato indietro, e rotola a terra.                                                                                                                                                      Mi faccio teso appena mi chino su di lui. Sembra svenuto – forse è in coma – ma ancora respira. E’ ancora vivo, e invece l’Oscuro Lord sembra proprio andato. Passo la mano sulla mascella, sento segni di respiro. Caccio un sospiro che non sapevo di tenere. Albus sarà… sollevato.                                                                                                                                                              E allora il mondo pare tornare a fuoco, e sono di colpo consapevole – e scomodamente consapevole – che mi dolgono i ginocchi dallo stare inginocchiato sul pavimento, e Potter necessita di cure mediche. Ovvio, non posso proprio portarlo al St Mungo's - 
La porta della stanza si incurva ed esplode in pezzi. Scatto in piedi, e rapido lancio un Incanto di Scudo appena gli innominabili mascherati e ammantati di grigio piombano dentro.
                 


                                                                                                                                                                  

 Ne ho abbastanza di battaglia. Così mi rannicchio, scansando una maledizione, ed attivo la mia Portkey.                                                              
 
L’ambiente della battaglia nella Sala del Velo svanisce, e di colpo sono nella mia piccola camera da letto alla Dodicesima Notte. Il cuore ancora mi batte veloce. Gli innominabili si prenderanno cura di lui, lo riporteranno a Hogwarts.
Invece, sospiro – rabbia? – sollievo? E, per me soprattutto, l’Oscuro Lord se ne è andato per davvero ? Devo andare a parlare ad Albus su tutto quello che è successo a Potter. Duellare e venir posseduti dall’Oscuro Lord non è un fatto di ogni giorno.

 
Dopo tutto… alla fine Potter è ancora un ragazzo, e combatte una guerra da uomo. Ed è qualcosa che non augurerei a nessuno.

 

--------------------------             F  I  N  E                    -----------------------

 

Qua l’Originale: http://www.fanfiction.net/s/3062511/1/





LEGGO DELL'ALTRO : indice.beeplog.it/

[Commento (i) (0) | Crea un commento | Permalink]




Blog GRATIS di Beeplog.it

I contenuti dei weblogs provengono da autori privati. Beepworld non ha responsabilità alcuna!

 


Navigazione
 · Pagina index

Login/Amministrazione
 · Entra!

Calendario
« Febbraio, 2012 »
Lu Ma Me Gi Ve Sa Do
  12345
6789101112
13141516171819
20212223242526
272829    

Categorie
 · Tutte le entrate
 · Generici (3)

Links
 · Gratis Blog

RSS Feed